
Sei in farmacia, l’SMS con la ricetta non arriva e il sistema sembra bloccato. La soluzione non è (quasi) mai tornare dal medico.
- Il farmacista può recuperare la ricetta usando solo il tuo codice fiscale e la tessera sanitaria.
- Molti problemi tecnici, come un codice fiscale errato, possono essere gestiti e risolti direttamente al banco.
Raccomandazione: La tua tessera sanitaria e l’accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) sono gli strumenti chiave per la tua autonomia e per risolvere rapidamente ogni intoppo.
Sei in farmacia, hai bisogno di un farmaco importante, ma l’SMS con il numero di ricetta elettronica (NRE) non arriva. Oppure, peggio, il farmacista digita i dati e scuote la testa: “Il sistema non la trova”. La prima reazione è la frustrazione, seguita dal pensiero inevitabile: “E adesso? Devo richiamare il medico, perdere altro tempo, magari prendere un permesso dal lavoro”. Questo scenario è fin troppo comune e genera un’ansia che la digitalizzazione della sanità doveva eliminare, non creare.
La maggior parte dei consigli online si ferma a “controlla le email” o “chiama il tuo dottore”. Ma se ti dicessi che nella stragrande maggioranza dei casi, la soluzione è già di fronte a te, dietro al bancone? Il farmacista non è un semplice esecutore di ordini, ma il tuo primo e più efficace supporto tecnico in questa giungla digitale. Conosce i “workaround”, le procedure alternative e i piccoli “trucchi” del sistema che possono sbloccare una situazione apparentemente senza via d’uscita. Il problema spesso non è la ricetta in sé, ma un disallineamento temporaneo tra i sistemi informatici regionali e nazionali.
Questo articolo è pensato per te che ti trovi in questa situazione di stallo. Agirò come il tuo farmacista di fiducia, spiegandoti non solo cosa puoi fare tu, ma soprattutto cosa può fare il professionista per te. Esploreremo insieme le cause più comuni dei blocchi, dal codice NRE smarrito agli errori nel codice fiscale, fino alle complessità della circolarità dei farmaci in Italia. L’obiettivo è darti gli strumenti e la conoscenza per trasformare un momento di panico in un problema risolvibile in pochi minuti, direttamente in farmacia, rafforzando la tua autonomia di paziente e il rapporto di fiducia con chi si prende cura della tua salute.
Per chi preferisce una spiegazione visiva, questo video tutorial mostra passo dopo passo come funziona il processo della ricetta elettronica in farmacia, un ottimo complemento alle soluzioni che esploreremo.
Per affrontare in modo strutturato ogni possibile problema, abbiamo suddiviso la guida in sezioni specifiche. Ogni sezione risponde a una domanda precisa che potresti porti di fronte a un intoppo con la tua prescrizione digitale, fornendo soluzioni concrete e immediate.
Sommaire : Guida pratica ai problemi della ricetta elettronica e come risolverli
- Codice NRE perso: come recuperarlo dal sito della regione senza chiamare il medico?
- Ricetta bianca elettronica per farmaci a pagamento: perché molte farmacie ancora non la accettano?
- Quanto dura la ricetta elettronica: scadenze diverse per farmaci ed esami
- Farmaci prescritti al Nord e ritirati al Sud: come funziona la circolarità della ricetta elettronica?
- Errore nel codice fiscale sulla ricetta: il farmacista può correggerlo o dovete tornare dal medico?
- Farmacia ospedaliera o sotto casa: dove ritirare i farmaci del vostro piano terapeutico?
- Delega FSE per genitori anziani: la procedura per gestire la salute di mamma e papà online
- App, farmacia o telefono: qual è il metodo più veloce per prenotare una risonanza magnetica?
Codice NRE perso: come recuperarlo dal sito della regione senza chiamare il medico?
È il problema più classico: il medico ha emesso la ricetta, ma l’SMS o l’email con il Numero di Ricetta Elettronica (NRE) non è mai arrivato o è stato cancellato per errore. La prima cosa da sapere è che non devi necessariamente disturbare di nuovo il tuo medico. La soluzione più rapida è spesso a portata di mano, grazie al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Accedendo al FSE della tua regione tramite SPID o CIE, troverai una sezione dedicata alle “Prescrizioni” dove sono elencate tutte le tue ricette attive, complete di codice NRE e data di scadenza.
Questa opzione garantisce la massima autonomia del paziente. I dati del Ministero della Salute confermano che, già dal 2020, oltre l’85% delle ricette elettroniche sono recuperabili autonomamente dal FSE. Ma cosa succede se non hai lo SPID o non sei pratico con la tecnologia? Anche in questo caso, la farmacia è il tuo punto di recupero. Fornendo al farmacista la tua tessera sanitaria, lui può accedere al sistema nazionale e, tramite il tuo codice fiscale, visualizzare tutte le ricette a te intestate e non ancora erogate.
Alcune regioni hanno ulteriormente semplificato il processo per venire incontro ai cittadini con meno dimestichezza digitale.
Studio di caso: Il sistema semplificato della Regione Lombardia
Per superare il divario digitale, la Regione Lombardia ha introdotto un servizio innovativo. Attivandolo una sola volta sul sito del FSE, è possibile ricevere il codice NRE tramite un semplice SMS sul proprio cellulare. Questa procedura, che richiede solo il numero di cellulare, il codice fiscale e la tessera sanitaria, permette un recupero immediato del codice senza la necessità di autenticarsi con SPID, dimostrando come le istituzioni stiano creando dei “workaround” per garantire l’accesso alle cure a tutti.
Quindi, la prossima volta che perdi un NRE, ricorda: il primo passo è controllare il tuo FSE. Se non puoi, il secondo è andare in farmacia con la tessera sanitaria. Chiamare il medico è l’ultima risorsa, non la prima.
Ricetta bianca elettronica per farmaci a pagamento: perché molte farmacie ancora non la accettano?
Hai ricevuto dal medico una “ricetta bianca elettronica” (RBE) per un farmaco non rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale, ma arrivato in farmacia ti senti dire: “Non possiamo accettarla, ci serve quella cartacea”. Come mai, nell’era della dematerializzazione, esiste ancora questa resistenza? La risposta sta in un disallineamento normativo e tecnologico. Sebbene il decreto del 2020 abbia introdotto la RBE, la sua adozione non è ancora obbligatoria né per i medici né per le farmacie.
Molti software gestionali usati dai medici e dalle farmacie non sono stati aggiornati per gestire correttamente questo tipo di prescrizione, che segue un flusso diverso da quella rossa SSN. Il sistema richiede che sia il medico a inviare la ricetta al Sistema Tessera Sanitaria (STS) e che la farmacia sia in grado di “scaricarla” correttamente. Se uno dei due anelli della catena non è tecnologicamente pronto, il processo si blocca. Di conseguenza, molte farmacie, per evitare problemi tecnici e garantire la corretta tracciabilità del farmaco, preferiscono ancora il promemoria cartaceo firmato dal medico.

Una circolare ufficiale di Federfarma ha chiarito questo punto, specificando che, in attesa di una piena implementazione, la versione cartacea rimane valida e sufficiente. Come sottolineato da autorevoli fonti, la ricetta bianca elettronica affiancherà quella cartacea senza sostituirla, dato che non esiste ancora un obbligo per i medici di utilizzarla. Questa è la spiegazione del perché il farmacista non sta facendo “un dispetto”, ma sta seguendo le procedure più sicure a sua disposizione.
Nelle more della progressiva attuazione della dematerializzazione di tutte le prescrizioni mediche, e fino all’espressa decisione da parte delle amministrazioni competenti, le farmacie potranno continuare ad erogare i farmaci anche in presenza di ricette cartacee.
– FEDERFARMA, Circolare ufficiale sulla ricetta bianca elettronica 2024
Il consiglio pratico è quindi semplice: quando il medico ti prescrive un farmaco a pagamento, chiedi sempre anche una stampa del promemoria. Questo piccolo gesto ti eviterà discussioni e perdite di tempo in farmacia.
Quanto dura la ricetta elettronica: scadenze diverse per farmaci ed esami
Una delle domande più frequenti in farmacia è: “Questa ricetta è ancora valida?”. La confusione è comprensibile, perché non tutte le ricette elettroniche hanno la stessa durata. Conoscere le scadenze è fondamentale per evitare di trovarsi con una prescrizione inutilizzabile. La regola generale per una ricetta SSN dematerializzata (la classica “ricetta rossa elettronica”) per farmaci è di 30 giorni a partire dalla data di emissione. Superato questo termine, il sistema la blocca automaticamente e il farmacista non può più erogare il medicinale, anche se ne hai un bisogno urgente.
Diverso è il caso della ricetta “ripetibile”, che sia bianca cartacea o elettronica. Salvo diversa indicazione del medico (ad esempio, per farmaci che richiedono un controllo più stretto), questa ha una validità di 6 mesi e può essere utilizzata per un massimo di 10 erogazioni. Per i farmaci che rientrano nella categoria degli stupefacenti (come alcuni antidolorifici), le regole sono ancora più severe e la validità torna a 30 giorni, con procedure di controllo molto più rigide.
Un’altra categoria importante è quella delle prescrizioni per visite specialistiche o esami diagnostici. In questo caso, la durata della ricetta elettronica è molto più lunga: generalmente un anno. Questo per dare al paziente il tempo necessario per trovare posto nelle liste d’attesa, spesso molto lunghe. Infine, c’è il Piano Terapeutico (PT) per patologie croniche: il piano stesso può avere validità annuale, ma la singola ricetta emessa dal medico di base per ritirare il farmaco in farmacia scade, anche in questo caso, dopo 30 giorni.
Per non perdere mai di vista queste scadenze, ecco una tabella riassuntiva e una checklist pratica.
| Tipo Ricetta | Validità | Note Specifiche |
|---|---|---|
| Ricetta SSN farmaci | 30 giorni | Dal 31° giorno bloccata dal sistema |
| Ricetta ripetibile | 6 mesi | Max 10 volte salvo diversa indicazione |
| Farmaci stupefacenti | 30 giorni | Regole più stringenti, no dematerializzazione completa |
| Piano terapeutico | Singola ricetta: 30 giorni | Piano può essere annuale ma ogni ricetta vale 30 giorni |
Il tuo piano d’azione per non far scadere le ricette
- Attiva le notifiche SMS/email dal tuo Fascicolo Sanitario Elettronico per ricevere il codice NRE e la data di emissione appena la ricetta viene creata.
- Imposta un promemoria sul calendario del tuo smartphone, posizionandolo 7 giorni prima della data di scadenza della ricetta.
- Salva uno screenshot del promemoria della ricetta nella galleria foto del telefono, rinominando il file con la data di scadenza.
- Per i farmaci che usi continuativamente, programma la richiesta di una nuova ricetta al tuo medico 5 giorni prima della scadenza di quella attuale.
- Verifica sempre la data di emissione stampata sul promemoria cartaceo prima di recarti in farmacia, per un ultimo controllo.
Farmaci prescritti al Nord e ritirati al Sud: come funziona la circolarità della ricetta elettronica?
Sei in vacanza o in viaggio di lavoro in una regione diversa da quella di residenza e hai bisogno di un farmaco. Puoi ritirarlo nella farmacia locale con la tua ricetta elettronica? La risposta è sì. Grazie al principio di circolarità nazionale, la ricetta dematerializzata SSN è valida su tutto il territorio italiano. Puoi entrare in qualsiasi farmacia d’Italia, fornire il tuo codice NRE e la tessera sanitaria, e ritirare il medicinale pagando solo il ticket previsto dalla tua regione di residenza, non il prezzo intero del farmaco.
Questo sistema garantisce che la ricetta elettronica è utilizzabile in tutta Italia, rappresentando un enorme passo avanti per la continuità terapeutica di chi viaggia. Tuttavia, questa circolarità non è assoluta. Esistono delle eccezioni importanti che è fondamentale conoscere per non avere brutte sorprese. Si tratta di una “circolarità imperfetta”, limitata da alcune categorie di farmaci gestite con regole specifiche a livello regionale per motivi di controllo della spesa sanitaria.
Le principali eccezioni riguardano i farmaci in Distribuzione Per Conto (DPC) e quelli soggetti a registri di monitoraggio AIFA. Si tratta spesso di medicinali innovativi, molto costosi o destinati a patologie particolari, la cui erogazione è strettamente controllata dalla ASL di residenza. Per questi farmaci, la ricetta elettronica potrebbe non essere valida al di fuori della propria regione, costringendo il paziente a pagare il prezzo pieno o, nei casi peggiori, a non poter ritirare affatto il farmaco.
Checklist pre-partenza per il paziente viaggiatore
- Prima di partire, chiedi esplicitamente al tuo medico: “Questo farmaco ha vincoli di erogabilità regionali o è in DPC?”.
- Fatti sempre stampare anche il promemoria cartaceo della ricetta elettronica. Funge da backup e contiene informazioni utili.
- Verifica se il farmaco prescritto è soggetto a un registro di monitoraggio AIFA. Il tuo medico o farmacista di fiducia può darti questa informazione.
- Se hai dubbi, contatta preventivamente una farmacia nella regione di destinazione, fornisci il nome del farmaco e chiedi se possono erogarlo con una ricetta di un’altra regione.
- Per terapie croniche essenziali, se possibile, porta con te una scorta sufficiente a coprire l’intero periodo del viaggio per evitare qualsiasi rischio.
Conoscere queste eccezioni ti permette di pianificare in anticipo e assicurarti di non rimanere mai senza la tua terapia, ovunque tu sia in Italia.
Errore nel codice fiscale sulla ricetta: il farmacista può correggerlo o dovete tornare dal medico?
Ecco un altro intoppo comune: il medico ha emesso la ricetta, ma per una svista ha digitato un codice fiscale errato. Te ne accorgi solo in farmacia, quando il sistema restituisce un errore. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, non è necessario tornare dal medico. Il farmacista ha gli strumenti per risolvere questo problema direttamente al banco, a patto che l’errore sia palese e facilmente rettificabile.
La procedura è chiara: il farmacista, di fronte a un codice fiscale palesemente errato sulla ricetta elettronica (ad esempio un’inversione di lettere o numeri), può procedere alla correzione. Per farlo, secondo le direttive ufficiali del Sistema Tessera Sanitaria, è indispensabile che il farmacista abbia a disposizione il codice fiscale del paziente corretto, che viene prelevato in modo sicuro e certificato leggendo il codice a barre della tua Tessera Sanitaria. Questo passaggio è fondamentale per garantire che il farmaco sia associato alla persona giusta.
Il farmacista inserirà quindi nel sistema il codice NRE della ricetta e il tuo codice fiscale corretto. Il sistema, a questo punto, dovrebbe riconoscere la corrispondenza e “sbloccare” la prescrizione, permettendo l’erogazione del farmaco. Questo “workaround del farmacista” è stato pensato proprio per evitare al cittadino il disagio di dover tornare allo studio medico per un semplice errore di battitura, ottimizzando i tempi e risolvendo il problema nel punto di cura finale.

Certo, esistono casi limite. Se l’errore è così grave da rendere il codice fiscale completamente irriconoscibile o se il sistema, per qualche anomalia, continua a rifiutare la ricetta, allora l’unica soluzione potrebbe essere quella di contattare il medico per l’annullamento e la riemissione della prescrizione. Ma è un’eventualità rara. La regola d’oro è: in caso di errore sul codice fiscale, mostra sempre la tua tessera sanitaria al farmacista. È la chiave che gli permette di risolvere il problema per te.
Farmacia ospedaliera o sotto casa: dove ritirare i farmaci del vostro piano terapeutico?
Se segui una terapia per una patologia cronica o complessa, probabilmente hai un Piano Terapeutico (PT) redatto da uno specialista. Ma dove devi ritirare questi farmaci? La risposta non è sempre “nella farmacia sotto casa”. Dipende dal tipo di farmaco e dalla modalità di distribuzione scelta dalla tua regione per quella specifica molecola. Esistono principalmente due canali: la Distribuzione Diretta e la Distribuzione Per Conto (DPC).
La Distribuzione Diretta prevede che il farmaco sia acquistato dall’azienda sanitaria e consegnato al paziente direttamente tramite la farmacia ospedaliera o i servizi farmaceutici della ASL. Questa modalità è riservata ai farmaci più costosi, innovativi, o che richiedono un monitoraggio clinico molto stretto (come farmaci oncologici, biologici o per malattie rare). In questo caso, non hai scelta: devi recarti fisicamente nella struttura indicata.
La Distribuzione Per Conto (DPC) è invece un modello ibrido. La ASL acquista i farmaci, ma invece di distribuirli direttamente, si avvale delle farmacie territoriali convenzionate (la tua farmacia di fiducia). Tu ritiri il farmaco comodamente sotto casa, ma la farmacia agisce solo come punto di distribuzione “per conto” della ASL. Questa modalità è spesso usata per farmaci cronici ad alto costo che non richiedono lo stesso stretto monitoraggio ospedaliero.
Spesso il percorso del paziente inizia in Distribuzione Diretta e poi, una volta stabilizzata la terapia, passa in DPC. Ad esempio, il primo ciclo di un farmaco biologico viene ritirato in ospedale per un controllo iniziale; i cicli successivi possono poi essere ritirati nella farmacia territoriale. Ecco una tabella per chiarire le differenze.
Questa distinzione è fondamentale per comprendere dove e come accedere alle tue medicine, come illustrato in questa analisi comparativa delle modalità distributive.
| Caratteristica | Distribuzione Diretta | Distribuzione Per Conto (DPC) |
|---|---|---|
| Luogo ritiro | Solo farmacia ospedaliera | Farmacia territoriale convenzionata |
| Farmaci tipici | Oncologici, biologici, innovativi | Cronici ad alto costo |
| Prima prescrizione | Sempre in ospedale | Possibile in farmacia |
| Monitoraggio | Stretto controllo specialistico | Gestione territoriale |
Delega FSE per genitori anziani: la procedura per gestire la salute di mamma e papà online
Gestire la salute di un genitore anziano può essere complicato, specialmente quando non si vive vicini. Ricordarsi le scadenze delle ricette, prenotare visite, recuperare referti: tutto diventa una sfida. Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è uno strumento potentissimo, ma spesso i genitori più anziani non hanno lo SPID o la dimestichezza per usarlo. Fortunatamente, esiste una soluzione ufficiale: la delega. Puoi farti delegare per accedere al FSE di tuo padre o di tua madre e gestire la loro salute digitale al posto loro.
La procedura è stata pensata per essere sicura e trasparente e garantisce la privacy del delegante. Non è qualcosa che si può fare interamente online in autonomia, proprio per proteggere i dati sensibili. Richiede un passaggio fisico presso uno sportello autorizzato per verificare l’identità di entrambe le persone e la reale volontà del genitore di concedere la delega. È un piccolo sforzo iniziale che però semplifica enormemente la gestione futura.
Il delegato (il figlio o la figlia) potrà così visualizzare le ricette elettroniche, scaricare i codici NRE, consultare i referti degli esami, e in alcune regioni anche prenotare visite ed esami, il tutto dal proprio computer o smartphone. Questo non solo fa risparmiare tempo e stress, ma permette anche di avere un quadro completo e aggiornato della situazione sanitaria del genitore, facilitando il dialogo con i medici. Per avviare il processo, ecco una guida pratica basata sulle procedure più comuni adottate dalle ASL.
Il tuo piano d’azione: come attivare la delega FSE per un genitore
- Recatevi insieme (tu e il genitore che delega) presso uno sportello della vostra ASL o un punto autorizzato, portando con voi i documenti di identità validi di entrambi e le tessere sanitarie.
- Chiedete e compilate il modulo di delega per l’accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico, specificando chi è il delegante e chi il delegato.
- Se il tuo genitore non ha mai attivato il FSE perché sprovvisto di SPID, puoi richiederne l’attivazione contestualmente alla delega direttamente allo sportello.
- Durante la compilazione, potrai definire i livelli di accesso: se il delegato può solo consultare i documenti o anche compiere azioni come la prenotazione di visite.
- Una volta completata la procedura, conserva con cura una copia del modulo di delega firmato. Sarà la prova legale del tuo diritto di accesso.
Questo strumento trasforma l’assistenza a distanza, offrendo tranquillità sia al figlio che al genitore, sapendo che la gestione della salute è in mani sicure e fidate.
Da ricordare
- La tua tessera sanitaria è la chiave universale: con essa il farmacista può recuperare le ricette anche senza il codice NRE.
- Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è il tuo migliore alleato per l’autonomia: attivalo e impara a usarlo per consultare ricette e referti.
- Non tutte le ricette sono uguali: fai attenzione alla validità (30 giorni per i farmaci) e alle eccezioni sulla circolarità nazionale (farmaci in DPC).
App, farmacia o telefono: qual è il metodo più veloce per prenotare una risonanza magnetica?
Hai in mano la ricetta elettronica per una risonanza magnetica o un’altra visita specialistica. Ora inizia la seconda parte dell’odissea: la prenotazione. Qual è il canale più efficiente per trovare un posto in tempi ragionevoli? I metodi principali sono tre: il CUP telefonico, la farmacia dei servizi e le app regionali o il portale del FSE. Ognuno ha i suoi pro e i suoi contro in termini di velocità e praticità.
Il CUP telefonico è il metodo più tradizionale. Il vantaggio è poter parlare con un operatore che può guidarti, ma lo svantaggio principale sono le attese telefoniche, che possono essere estenuanti, specialmente nelle ore di punta. La farmacia rappresenta un’ottima via di mezzo: il farmacista effettua la prenotazione per te tramite il suo terminale, offrendoti un supporto in presenza. La velocità dipende solo dalla coda in farmacia, ma ti evita lo stress della ricerca autonoma.
Infine, il metodo potenzialmente più veloce è quello digitale: tramite l’app sanitaria della tua regione o il portale del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Una volta effettuato l’accesso con SPID/CIE, puoi inserire il numero della ricetta e il sistema ti mostrerà in tempo reale tutte le disponibilità in più strutture contemporaneamente. Questo ti permette di confrontare date e luoghi e scegliere l’opzione più comoda per te, senza intermediari e senza attese.
La vera potenza degli strumenti digitali emerge con funzioni avanzate, come quelle che permettono di intercettare le disdette dell’ultimo minuto.
| Metodo | Tempo medio | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|---|
| App regionale/FSE | 5 minuti | Visualizzazione multipla delle strutture, autonomia | Richiede SPID/CIE e dimestichezza digitale |
| Telefono CUP | 25 minuti | Assistenza di un operatore umano | Lunghe attese al telefono, orari limitati |
| Farmacia dei servizi | 10 minuti | Supporto qualificato in presenza, nessuna tecnologia richiesta | Dipende dalla coda presente in farmacia |
Studio di caso: Il sistema di prenotazioni “last-minute” della Toscana
Il Fascicolo Sanitario Elettronico della Regione Toscana offre un esempio virtuoso di come la tecnologia può abbattere le liste d’attesa. Oltre a raccogliere referti e ricette, la sua funzione di prenotazione include un’opzione per visualizzare le “ultime disponibilità”. Questo sistema permette ai cittadini di trovare e prenotare slot che si sono liberati a seguito di disdette, spesso per il giorno stesso o quello successivo. Controllando più strutture contemporaneamente, l’app offre una possibilità concreta di anticipare notevolmente esami urgenti.
Ora che conosci i principali “workaround” e le procedure per risolvere gli intoppi della sanità digitale, il passo successivo è diventare un paziente più consapevole e autonomo. Per mettere in pratica questi consigli, l’azione più importante che puoi compiere è attivare e iniziare a esplorare le funzionalità del tuo Fascicolo Sanitario Elettronico regionale.
Domande frequenti sulla ricetta dematerializzata
Posso usare la ricetta elettronica per ritirare un farmaco per un familiare?
Sì, è possibile. Per ritirare un farmaco per un’altra persona, devi avere con te il suo codice NRE (ricevuto via SMS/email o dal suo FSE) e la sua tessera sanitaria. Il farmacista inserirà questi due dati per erogare il medicinale. Non è necessaria una delega formale per il singolo ritiro, a differenza dell’accesso continuativo al FSE.
Cosa succede se il farmacista non trova la ricetta anche con il codice fiscale?
Se, nonostante l’uso della tessera sanitaria, la ricetta non risulta visibile al farmacista, potrebbero esserci due motivi principali. Il primo è un ritardo di sincronizzazione tra il software del medico e il sistema nazionale (un “disallineamento di sistema”); in questo caso, a volte basta attendere 15-30 minuti e riprovare. Il secondo motivo, più raro, è che il medico potrebbe aver salvato la ricetta in “bozza” senza inviarla definitivamente. In questa seconda eventualità, purtroppo, è necessario contattare lo studio medico per sollecitare l’invio corretto.
La ricetta elettronica vale anche all’estero?
No, attualmente la ricetta dematerializzata italiana (SSN) ha validità solo sul territorio nazionale. Se viaggi all’interno dell’Unione Europea, esiste un progetto di “e-prescription transfrontaliera”, ma è attivo solo in pochi paesi e richiede procedure specifiche. Per viaggi extra-UE, la ricetta elettronica non ha alcun valore. È sempre consigliabile partire con una scorta adeguata di farmaci e una prescrizione cartacea in inglese redatta dal proprio medico.